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“ Ho avuto vicina zia Ebe fin dalle elementari, dove insegnava e dove tutti i suoi alunni, me compreso, avevano a disposizione il proprio cavalletto, la tavolozza, pennelli e colori e dipingevano ciò che Lei sceglieva come soggetto: un vaso con dei fiori, un vassoio con frutta, dei libri con penne e calamaio che con tocchi del suo carboncino correggeva e migliorava.

Mi ha spiegato il perchè delle Sue scelte nei temi dei suoi quadri, come il sapore, il calore, l’importanza e il richiamo alla vita nei suoi “soli e  girasoli”, il movimento dei suoi “ulivi ”, gli scorci di Verona,  Venezia, Burano, del Lago di Garda, le “cattedrali “, le “marine “e, come diceva Lei, “ le mie nevi “.

Ancora oggi i suoi Allievi non riescono a capire come già a diciotto anni  avesse la capacità di unire così tante tonalità dello stesso colore delicato e sfumato o deciso e incisivo, con tratti quasi di tocco maschile.

Ricordo le mie insofferenze quando a quindici anni posavo per Lei come modello e i suoi rimproveri.

L’ho apprezzata nel ruolo avuto come educatrice, parlandomi non solo di Piero della Francesca ma anche di poesia, di Giuseppe Ungaretti, di Salvatore Quasimodo che spesso erano Ospiti nel suo studio di Verona.

E ancora la Sua generosità, l’umiltà, la saggezza e la decisione.

Ricordo con un  sorriso una sua frase in particolare, conoscendo la mia passione per il volo: “ Maurizio, meglio un bravo pilota che un pessimo pittore”

 

 

Grazie zia Ebe

Maurizio de’ Martini di Valle Aperta

 

Verona 2010

Non sono un critico per commentare l’interpretazione dei miei paesaggi, dei ritratti e delle composizioni.

 Dirò solo che la pittura per me non è mai stata il mio “hobby” ma la mia vita e che partecipo alla pittura del mio tempo con indipendenza e libertà.

Ebe Poli